Ricevo da Camilla che si è presa la briga di riassumere il tutto:
Sinteticamente ieri si è discusso di una proposta.
Parto dai presupposti alla proposta.
Si è preso anzitutto atto di che il nostro eventuale ruolo di cassa di risonanza di eventi in italia si è esaurito, vuoi perchè il tempo ha dimostrato tutti i nostri limiti, vuoi soprattutto perchè in italia si è spenta la spinta emotiva delle settimane calde.
Davanti a questo, è evidente che il nostro gruppo o si reinventa le sue ragioni di esistere oppure avrebbe difficoltà a continuare come negli ultimi mesi.
Secondo presupposto: ci troviamo in una capitale europea dove esiste nelle facoltà un movimento che si occupa appunto di università, e che ha alcuni punti di contatto con la lotta italiana, specie quando si parla di privati dentro le università.
Il loro più grosso problema sembra essere la mancanza di praticità nelle rivendicazioni, che paiono sempre concentrarsi sul solo aspetto ideologico (non per nulla adesso sono in difficoltà a trovare nuove strade da seguire per il futuro).
Terzo presupposto l’unione europea, che spara leggi dagli spazi agibili per i gregge agli accendini, non regolamenta in nullal’università.
Quelle rare volte che apre bocca, lo fa per appggiare il processo di bologna, che è una dichiarazione firmata a titolo sparso da vari governi e nulla ha a che vedere con la comunità europea.
Sulla base di questo la proposta sarebbe far partire una rivendicazione di una regolamentazione a livello europeo (che parta dallo studio dei vari sistemi) di alcuni principi base da difendere nel mondo dell’università. Mi riferisco all’esigenza di che la ricerca sia libera e svincolata dalle logiche di mercato, a
che le università non vengano gestite da imprese, a che le borse di studio dei master non vengano garantite dalle banche, a che i professori vengano scelti per concorso pubblico aperto, ecc…
Politicamente, che, come uscito dall’assemblea è sicuramente il livello più importante, si tratta di iniziare proprio con le nostre forze, a creare una rete di studenti il più ampia possibile in europa che abbia dei valori comuni da rivendicare.
Tecnicamente si tratta di usare gli strumenti che la comunità europea mette a diposizione: la petizione parlamentare, e l’attivazione di iniziativa legislativa dal parlamento europeo.
Andiamo al pratico della proposta, ossia come fare.
Primo passo è coinvolgere i madrileni su questo tema.
Il lavoro è già ben avviato. Ho fatto due settimane fa la proposta all’assemblea di derecho,ed è stata vista con entusiasmo. Da subito abbiamo ricevuto la disponibilità a studiare comparatamete i vari sistemi universitari, per vedere quali sono i punti deboli delle varie legislazioni europee, e in funzione di questo,
elaborare delle proposte. Notizia di oggi, oltre agli studenti, alla dottoranda che sandro e ric avete conosciuto, si è aggiunto anche un professore disposto a lavorare con noi.
Noi italiani, già in questa prima fase, serviamo per studiare con loro ed elaborare proposte. Inoltre per reperire mediante la nostra rete europea di contatti i testi tradotti delle leggi che regolamentano le università.
L’obiettivo iniziale sarebbe scrivere congiuntamente all’assembla di derecho un documento che contenga una proposta aperta con tutto ciò che ho detto finora, da sottoporre all’attenzione di tutte le facoltà, con l’obiettivo di farla diventare uno dei temi essenziali del movimento madrileno.
A quel punto noi ancora serviremmo prima per aiutare a spalmarla qui a madrid nelle varie facoltà, prendendo ciascuno contatto con le rispettive assemblee e spiegando al momento in cui sarà pronto questo documento (al solo fine di agevolarne diffusione e comprensione), poi per diffonderla secondo le nostre
possibilità ai nostri contatti in europa e in italia. ( per conto mio ogni giorno organizzo appuntamenti ogni giorno con ragazzi delle varie facoltà presi singolarmente, e i ragazzi di giurisprudenza,in modo da iniziare già ora a dare l’idea di ciò che si stàfacendo, e devo dire con risultati quanto alla voglia di partecipare e alle idee apportate molto incoraggianti ).
Per fare questo primo passo del documento, solo dobbiamo ragionare in funzione di una data: il 20-21 marzo a Burgos si celebrerà un giorno di incontro di tutti i movimenti in spagna, al quale dovrà essere presentato un piano di lavoro già ben definito e , per ciò che conta, pronto a fare il suo iter tecnico nelle istituzioni
europee.
Poi ci sarà anche ad aprile un appuntamento europeo di questo tipo in slovenia.
E’ una proposta complessivamente abbastanza ambiziosa, ma a giudicare dai primi passi pienamente percorribile.
Adesso ci riuniremo per cominciare a studiare i sistemi universitari italiani e spagnoli, la prox settimana, lunedì o martedì, prima sarebbe il caso, tipo venerdì sera, di vederci tra noi per proporre per lo meno una visione del nostro sistema comune.
Ben inteso, tutto questo lavoro che ho cercato di spiegare (maledetti che mi avete dato l’ingrati compito,ben consci del mio precario italiano scritto), andrebbe avanti fino a maggio, pertanto ognuno avrà la possibilità di spendersi come crede, e soprattutto ora, in periodo di esami, per ciò che si sentirà di fare.
Apriamo una discussione sulla mailing list su quanto discusso in assemblea.
Ognuno cominci a lavorare in proprio.
Vediamoci venerdì e affiniamo lo studio del lavoro sul sistema italiano.
hasta la revolucion siempre!!!